Malcesine, in barca e parapendio per l’ospedale
Ci sono modi tradizionali di protestare, come presidi, manifestazioni, scioperi. E ci sono eventi straordinari, insoliti, come quello che sarà messo in atto dai gruppi consiliari di minoranza Vivere Malcesine, Malcesine 2.0 e Tradizione e Innovazione per Brenzone.
Al centro, le preoccupazioni per l’esternalizzazione dell’ospedale di Malcesine. La struttura, l’unica presente sul territorio tra Malcesine e Peschiera, centro nazionale di pazienti con sindrome post-polio, si trova infatti oggi davanti al bivio della esternalizzazione del servizio di urgenza ed emergenza territoriale con le ambulanze e del Punto di Primo Intervento.
A partire dalle ore 16.00, imbarcazioni di vario tipo si dirigeranno verso l’Ospedale di Malcesine in località Val di Sogno. La volontà è di omaggiare il lavoro svolto dai dipendenti pubblici per decenni, sempre a servizio di cittadini e ospiti, e per chiedere con forza un radicale cambio di rotta a favore dell’Ospedale.
Mercoledì 18 settembre, invece, alcuni parapendisti di associazioni locali si lanceranno dal Monte Baldo, accompagnati da sostenitori dell’Ospedale, per firmare nell’aria la petizione contro l’esternalizzazione del servizio di urgenza ed emergenza con l’ambulanza.
Sull’iniziativa interviene anche il Direttore Generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi che commenta: «Come ormai noto i problemi dell’Ospedale di Malcesine sono legati fondamentalmente alla difficoltà nel reperire personale disposto a lavorare nella zona dell’Alto Garda. Le manifestazioni, come sottolineato dagli stessi organizzatori, sono volte a promuovere e valorizzare le potenzialità e le opportunità offerte da questi splendidi luoghi, con l’obbiettivo di incentivare gli operatori professionali a lavorare in Val di Sogno».

Girardi ribadisce che al momento non sussiste il rischio di esternalizzazione del servizio, come peraltro già evidenziato in occasione di incontri tenuti negli ultimi mesi.
«Da parte nostra – conclude Girardi – continueremo a collaborare insieme a tutti i rappresentanti delle amministrazioni locali, anche per ottenere dalla vicina azienda socio sanitaria trentina l’aiuto richiesto per il reperimento di OSS e infermieri dalle loro graduatorie e sopperire alle carenze di organico».
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