Tricolori mutilati a Negrar. Grison: «Popolo di dementi»

«Coloro che per qualsiasi motivazione hanno compiuto questi gesti rientrano a pieno titolo fra coloro che io classificherei come “popolo dei dementi”». Non fa sconti Roberto Grison, sindaco di Negrar di Valpolicella, nel definire "dementi" gli autori, ancora ignoti, del reato di vilipendio che si è consumato la notte scorsa nelle frazioni di Torbe e…

«Coloro che per qualsiasi motivazione hanno compiuto questi gesti rientrano a pieno titolo fra coloro che io classificherei come “popolo dei dementi”». Non fa sconti Roberto Grison, sindaco di Negrar di Valpolicella, nel definire “dementi” gli autori, ancora ignoti, del reato di vilipendio che si è consumato la notte scorsa nelle frazioni di Torbe e Prun, dove i Tricolori posti davanti ai rispettivi monumenti dei caduti sono state mutilate del colore rosso.

«Sono fatti di estrema gravità. – prosegue il sindaco – Una bandiera mutilata è la mutilazione di una intera nazione, un’offesa a coloro che hanno dato la loro vita per dare a noi libertà e democrazia e un’offesa a tutti coloro che oggi si impegnano a difenderla. Purtroppo episodi di questo tipo si susseguono sul territorio nazionale, ma, quando toccano il proprio Comune e il proprio territorio, tutto sembra amplificarsi e non è permesso tacere».

L’art. 292 del codice penale riferito al reato di Vilipendio alla bandiera italiana riporta che «chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale dello Stato è punito con una multa da 1.000 a 10.000 euro» e chi, ancor più «pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale è punito con la reclusione fino a due anni».

«Non si possono derubricare questi come episodi di poco conto e non si possono sottovalutare. – aggiunge Grison – Una società che non si dimostra in grado di punire adeguatamente degli episodi di viltà, deplorevoli e di grande codardia visto che si agisce di notte e in grande anonimato, è una società destinata a fallire. Ora tocca a tutti i cittadini di Negrar di Valpolicella alzare la voce: anch’io, prima ancora che come sindaco, voglio denunciare questi episodi come cittadino negrarese e cittadino italiano. Chiunque sa denunci!»

Roberto Grison in un incontro alla Cantina di Negrar

Il rieletto sindaco si chiede se gli autori dell’atto vandalico abbiano tagliato la bandiera per lanciare un messaggio politico, soprattutto in questi giorni di grande concitazione a livello nazionale: «All’atto del mio insediamento, con il quale qualche mese fa è iniziato l’attuale mandato amministrativo, ho voluto ringraziare rispettosamente anche quei cittadini che non mi hanno sostenuto. – sottolinea il primo cittadino -Ho desiderato farlo perché il senso di appartenenza e le scelte personali sono spazi che ciascuno ha diritto di costruirsi sulla base delle proprie convinzioni e delle proprie idee. La libertà di pensiero e di espressione è la conquista irrinunciabile che dobbiamo proteggere e custodire, se mantenuta nei confini del rispetto reciproco e del corretto confronto».

«Purtroppo esiste ancora un “popolo di dementi”, incapace di un confronto democratico atto a sostenere le proprie idee e convinzioni, codardo e vigliacco, che arriva a calpestare il senso di onore, di Patria e di sacrificio prestato da molti uomini e donne che hanno dato la loro vita nel nome di questa bandiera. Quelle bandiere meritano rispetto per ciò che rappresentano, sono la nostra identità, la nostra storia» conclude Roberto Grison.

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