Sabato Caldiero-Legnago. Per i termali primo derby in D
Un avvio da ricordare. Il Caldiero del presidente Filippo Berti si coccola una «prima volta» in Serie D da tramandare ai posteri: lo 0-1 strappato domenica scorsa a Chions è indubbiamente il miglior biglietto da visita che la compagine termale potesse stampare in vista della nuova avventura.
Di capitan Lorenzo Zerbato l’affondo alla metà della ripresa che è valso la prima gioia per la truppa gialloverde, un successo che non vuole essere un episodio isolato, ma trovare subito continuità nel derby interno in programma sabato (fischio d’inizio ore 16.00) contro il Legnago. Quella con il sodalizio legnaghese è una partita che rappresenta uno scrigno di emozioni: molti sono gli ex che scenderanno infatti sul rettangolo di gioco, tra cui Fabio Brutti, in passato uno dei più illustri portieri del dilettantismo nostrano e ora direttore sportivo del sodalizio termale.
Queste le sue parole di avvicinamento al match: «Per alcuni di noi non saranno novanta minuti come gli altri – analizza il Responsabile dell’Area Tecnica – Viviani e Zerbato sono stati per anni delle colonne portanti dello spogliatoio biancazzurro, quindi è normale che vivano questa seconda giornata in una maniera speciale. Che Legnago mi aspetto sabato al “Berti”? Sicuramente ci farà visita una formazione agguerrita che, a detta dei più, contro il Villafranca avrebbe meritato di conquistare il bottino pieno. Al di là dei sentimenti, ci attende una battaglia».

Voltandosi, è tanta l’emozione per il cammino posto in essere negli ultimi anni. Dalla sconfitta interna alla «prima» di Promozione nel 2014 con la Virtus, sino alla gioia di domenica scorsa in terra friulana, ne è passata di acqua sotto ai ponti.
«Mi viene la pelle d’oca a pensare da dove siamo partiti – chiude Brutti – non è stato un percorso facile, ma alla fine la meta è valsa tutti i sacrifici. Vederci accostati a realtà come Adriese, Campodarsego e Chioggia fa impressione: su tutte, penso che la formazione di Adria sia quella più accreditata alla vittoria finale. Credo che la differenza tra Eccellenza e Serie D la si riscontri in primis a livello fisico, in quanto ti relazioni con squadre con davvero molta forza nelle gambe. Sono certo però che il mio Caldiero si rivelerà all’altezza di questa sfida inedita».
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