Di cosa parliamo quando parliamo di Lessinia Psych Fest

Pochi paletti, ancora meno confini, ma un’origine chiara e certa.  Si portano addosso la Lessinia, anche quando dicono di averla lasciata per «trasformarsi, trasbordare, mutare». Loro sono i C+C= Maxigross, musicisti veronesi che hanno fondato Vaggimal Records, un’etichetta discografica che parla (qualche volta) pure in cimbro, nata tra le pietre bianche di una contrada piccolissima, a Sant’Anna d’Alfaedo. Nel 2014, non hanno resistito e hanno creato un festival di musica internazionale a Camposilvano.

I veri musicisti preferiscono le armonie alle parole, si sa. Non per niente, i C+C=Maxigross quando parlano di Lessinia scelgono bene le frasi. «Un luogo in cui crediamo» ma anche «un posto in cui ci piace andare. Ci abbiamo investito molto» ci confida Filippo Brugnoli, uno dei fondatori, quando lo incontriamo su una panchina del Parco di Santa Toscana di Veronetta. «Lo dovevamo alla bellezza intrinseca di quelle montagne».  Un esercizio di restituzione che questo collettivo psichedelico ha preso davvero sul serio. Neanche un mese fa i C+C hanno portato gli echi delle alture veronesi persino al Primavera Sound di Barcellona (appuntamento unico nel panorama della musica d’avanguardia). E poi, dal 22 al 24 luglio, hanno trascinato la musica psichedelica internazionale tra i pascoli di Camposilvano.

Un paradosso? «Il fatto che non sia il luogo più indicato, lo rende lo spazio giusto» anticipa una domanda nata scontata, Tobia Poltronieri voce e anima insieme a Filippo Brugnoli a Niccolò Cruciani e a Francesco Ambrosini di quello che più che un gruppo è un progetto musicale dagli svariati profili. Uno dei più recenti, ideato nel 2014, è Lessinia Psych Fest, «un festival internazionale a 40 minuti dal centro», dove i paesaggi puliti della montagna, a volte mitizzata, altre tralasciata, si fanno palcoscenico.

E così contrada Valle a Velo, nel penultimo weekend di luglio, si è lasciata invadere dalla terza edizione di una rassegna originale, pulita, amata in ogni suo dettaglio. Ma veniamo a loro. «La Lessinia la frequentiamo fin da piccoli», ci dice Brugnoli che ricorda con sfumata nostalgia le domeniche a casa della nonna, dove, si può dire, è iniziato tutto. Perché certi destini si fanno futuro e neanche te ne accorgi.

Il loro mestiere è arrivato così, tra il camino e le 114 anime della frazione di Vaggimal, a Sant’Anna d’Alfaedo, nel 2008. Quattro EP, concerti da non tenere il conto, un tour per mezza Italia e oltre 200 live, con una sosta anche negli States e una tappa nel prestigioso CMJ Music Festival di New York. Fa sorridere pensare che è cominciato tutto a 732 metri s.l.m.,  tra le pareti di quella «finestra di libertà» necessaria per far germogliare la loro cesellata ricerca musicale, piena di contaminazioni.

I giovani veronesi, «a volte 4 a volte 22, perché ci piacciono le collaborazioni» sono abituati a fare scelte particolari, lo si capisce dal nome che si sono dati, ispirato ad una catena di supermercati che «tanto non ha depositato il brevetto», ma anche dalla scenografia dove ambientano la loro psichedelia con richiami folk. Ma, soprattutto, dalla scelta di usare il cimbro per disegnare i titoli.

Il loro inizio, infatti, si scrive con l’EP Singar «il nostro diamante grezzo» che nella antica lingua significa cantare. Nel 2013, è la volta di Ruvain, che vuol dire rumoreggiare ed è, se si vuole andare di sicure definizioni, «spontaneo». Infine, arriva nel 2015  Fluttarn,  il loro lavoro «consapevole e colorato» dove tutto si fonde in quel vigoroso “svolazzare” che traduce il titolo ancora e sempre in cimbro. «Ci siamo chiusi nella nostra casa a Vaggimal»; è tutta qui la genesi di questo secondo album che chiude, per il momento, l’esperienza in Lessinia. In mezzo, nel 2014, il loro viaggio che è diventato  EP con l’artista norvegese Martin Hagfors ( An instantaneous Journey with Martin Hagfors & C+C=Maxigross).

Il prossimo piccolo gioiello musicale? «Entro il 2026- promettono – perché al cor non si comanda». In attesa dell’ispirazione, le cose da fare si affollano tra concerti in giro per l’Italia e all’estero. I C+C svestono i panni della musica solo, ed esclusivamente, per diventarne un poco gli artigiani con Vaggimal Records, l’etichetta discografica che hanno creato nel 2009 ad alta quota. Nello studio di registrazione dimenticato tra le alture, hanno inciso  gruppi  locali come la Contradà Lorì ma anche artisti internazionali, uno tra tutti, il cantante americano Miles Cooper Seaton con il suo nuovo album Phases in Exile.

Quando riescono a ritagliarsi del tempo «per salire su», si fanno lunghe passeggiate tra i sentieri della montagna che, negli anni, li ha un poco adottati.  Il luogo preferito? «Un rudere nascosto tra Vaggimal e il Ponte di Veja» risponde, veloce, Filippo, mentre uno scoiattolo, interrompe per un attimo, la nostra intervista. Etichetta discografica dunque ma anche gruppo musicale e associazione culturale. Ma riassumerli in qualche nome è un piccolo peccato di riduzione. Loro sono, forse, tutte le cose che riescono a tratteggiare con la loro musica.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.